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Pet Therapy

queste pagine e sottopagine provengono dal sito del ministero della salute.
http://www.salute.gov.it/dettaglio/phPrimoPiano.jsp?id=118

16 giugno 2012

E' per noi un piacere informarVi che il giorno 16 giugno 2012 a Grinzane
Cavour, si terrà un convegno accreditato sul tema "Pet-Therapy", essendo ormai
un'attività terapeutica riconosciuta.

Vi ringrazio anticipatamente per il Vostro interessamento.

Porgiamo distinti saluti.

Fontanone Valentina
Il Cane come Terapia

Se siete interessati contattatemi, sarò lieta di darvi maggiori informazioni.
Simona Bordoni

Esperienze e progetti in Italia

Nel corso del tempo anche in Italia l'interesse per le attività di pet-therapy è cresciuto ed è aumentata la richiesta sul territorio. Associazioni, centri di riabilitazione, scuole, case di riposo sono interessate a nuove terapie di supporto, a nuove modalità ricreative da inserire nei propri programmi per aumentare il livello qualitativo della vita all'interno delle proprie strutture. Progetti di ricerca rivolti a chi può giovarsi dei programmi di pet-therapy sono stati condotti a livello scientifico da Istituti scientifici di rilievo, Università e istituzioni locali e hanno consolidato le esperienze in questo campo, anche se la sperimentazione è aperta verso sempre nuove possibilità.
I gruppi di lavoro che progettano e svolgono le attività collegate alla pet-therapy sono composti di diverse figure professionali che agiscono ognuna per la propria competenza nella sfera della salute pubblica e altre che rivolgono la loro attenzione alla scelta, alla salute e alla tutela del benessere degli animali co-terapeuti .
A scopo puramente esemplificativo si citano Istituti scientifici italiani e strutture che sviluppano programmi nel settore della pet-therapy e i relativi progetti portati avanti negli ultimi anni:

•Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G.Caporale" (IZSAM)
•Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria - Istituto Superiore di Sanità, Roma

L'Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo e del Molise "G.Caporale"(IZSAM), che svolge istituzionalmente attività di ricerca, sperimentazione, documentazione, formazione ed eroga servizi tecnologicamente avanzati, ha iniziato dal 1997 ad erogare anche servizi e consulenze in attività e terapie assistite dagli animali.
•Nel 1997 l'Istituto è intervenuto con un primo programma di attività e terapie assistite dagli animali (finanziato dal Ministero della Salute) nella scuola elementare San Giuseppe di Teramo. Caprette tibetane, conigli, gatti e cani con la guida di operatori specializzati, hanno seguito 20 bambini, tra cui 7 portatori di handicappi.
•Dal 1998 ha svolto un programma di attività assistite dagli animali presso l'A.N.F.F.A.S. di Teramo rivolto a giovani portatori di handicap che frequentano i programmi di intrattenimento organizzati dall'Associazione Nazionale Famiglie e Fanciulli Subnormali (ANFFAS).
•Nel 2000 sono stati realizzati programmi di attività nelle case di riposo di Teramo "G. De Benedictis" e di Atri "S.Rita". Gli anziani ospiti, di età e stato di salute differente (buono, con patologie organiche, demenze senili e disagi psichici) hanno ricevuto settimanalmente la visita di conigli, cani e gatti (accompagnati dal gruppo di lavoro composto da esperti dell'IZS e coadiuvato da figure professionali interne alla casa di riposo). Lo scopo della ricerca è stato quello di rilevare l'aumento della partecipazione dei soggetti coinvolti alle varie attività ricreative e rilevare l'arricchimento della loro rete di relazioni sociali.
•Nell'anno scolastico 2002/2002 hanno partecipato ad un programma di terapie 11 bambini con diverse tipologie di handicap dell'Istituto scolastico Comprensivo di Bellante.
•Altri programmi in fase di svolgimento sono relativi alle attività continue nella sede dell'IZSAM rivolte a bambini e ad adolescenti con disabilità (autismo, sindrome di Down e ritardo psicomotorio), in atto già dal 1998.
•Dal 2000 sino ad oggi continuano le attività assistite dagli animali presso l'Unità di Pediatria dell'ospedale civile "S. Liberatore" di Atri, una delle prime esperienze in Italia dove conigli, opportunamente selezionati ed educati, vengono condotti all'interno della corsia dell'ospedale per alleviare i disagi della degenza ai giovani ospiti.
•Dal 2002 è in atto un programma di attività e terapie assistite dagli animali per gli utenti del Centro Iperbarico di S. Atto (Teramo).
•Nel 2003 sono previsti altri programmi di terapie per i malati di sclerosi multipla in collaborazione con l'Associazione Italiana Sclerosi Multipla (A.I.S.M.).
Il Centro di Collaborazione OMS/FAO per la Sanità Pubblica Veterinaria, Laboratorio di fisiopatologia e di sistema presso l’Istituto Superiore di Sanità, Roma è un centro pilota nel campo della pet-therapy. Il gruppo di lavoro che fa capo al Centro ha tra i suoi scopi la promozione e il coordinamento delle attività inerenti alla pet-therapy, oltre a funzionare da centro di servizi e banca dati.
Tra le attività da segnalare:

•Una ricerca sul rapporto uomo-animale, in collaborazione con il Canile Sanitario di Roma, l'Ufficio Diritti degli Animali del Comune di Roma e l'Istituto di Igiene "G. Sanarelli" dell'Università "La Sapienza" di Roma, che ha per tema: "Anziani e animali nelle case di riposo istituzionalizzate del Comune di Roma".
•La partecipazione alla ricerca sulla convivenza tra animali domestici e pazienti immunocompromessi, svolta sul campo (canili e comunità di tossico-dipendenti).
•La partecipazione, in collaborazione con la Cattedra di Pedagogia Speciale della Facoltà di Scienze della Formazione dell'Università "Roma Tre" di Roma, al Servizio Veterinario dell'Azienda USL Roma D ed alla S.I.T.A.C.A. (Società Italiana Terapie e Attività con Animali), al progetto per l'inserimento di animali, sia d'affezione che di allevamento, all'interno del Carcere Minorile di Casal del Marmo, Roma, con l’obiettivo di offrire ai ragazzi ospitati un'ulteriore possibilità di reinserimento sociale.
•La partecipazione al Gruppo di Lavoro sul miglioramento della condizione dei bambini ospedalizzati nel Comune di Roma.
Tra le più recenti iniziative si segnala anche il progetto-pilota per la riabilitazione psichica e motoria delle persone in condizione post-comatosa “Un cane per tornare a sorridere”, finanziato dal Comune di Roma e partito il settembre scorso. Il progetto è stato organizzato dalle associazioni ANUCSS (Associazione Nazionale Utilizzo Cane per Scopi Sociali) ideatrice del programma e ARCO 92 nella cui struttura “Casa Dago” sono ospitati i pazienti che partecipano al programma di pet-therapy.

Tra le altre numerose équipes ed associazioni attive nel campo:

•L’Associazione A.I.U.C.A. (Associazione Italiana Uso Cani d’Assistenza) che ha un’esperienza più che decennale nella formazione di operatori, nell’applicazione di programmi che riguardano sia l’area sanitaria sia quella socio assistenziale, nell'affidamento e addestramento di animali.
•L'Associazione Arion di Roma che ha in corso un progetto di ricerca sulla delfinoterapia presso il delfinario di Rimini. La pet-therapy con questi cetacei si è rivelata particolarmente efficace per la depressione e i disturbi della comunicazione (pazienti autistici).
•Il Centro XXV aprile di S. Giovanni in Persiceto (BO) che usa la pet-therapy per la riabilitazione di pazienti psicotici cronici.
•Cani da vita, presso la sede trentina della Comunità di San Patrignano, svolge dal 1997 terapie assistite con cani, addestrati per l’assistenza a persone con handicap. Attualmente sono in corso esperienze anche in case di riposo e in alcune scuole. Il centro fornisce, inoltre, formazione, informazione e aggiornamento per chi opera nel settore della pet therapy e organizza convegni internazionali, il prossimo dei quali Un animale per tutti, si svolgerà a Susà di Pergine (TN) a fine maggio 2003.
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria, Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute -Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione- ufficio X)

(elisabetta ragnetti Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003)

Fontanone Marco , istruttore cinofilo

Da sempre gli animali da compagnia hanno rivestito un importante ruolo affettivo e non di rado curativo.
A questa nuova realtà è stato dato il nome di Pet-Therapy, la quale è stata riconosciuta come una vera e propria attività con scopo terapeutico e obbiettivi finalizzati a migliorare le condizioni di salute psicofisiche di un paziente.
A questo proposito, nel 2001, nasce dall'idea dell'istruttore cinofilo comportamentalista Marco Fontanone, con la collaborazione della figlia Valentina, l'associazione “Il Cane come Terapia”, che si occupa di progetti di Pet-Therapy, Fisioterapia e Psicomotricità con l'aiuto dei cani.
Questa società ha come finalità la creazione, non solo di una semplice esperienza ludica,
ma di una terapia a tutti gli effetti, progettando un percorso di giochi ed esercizi cognitivi, in base alle difficoltà e l'handicap degli utenti.
Da non sottovalutare è anche la fase interattiva che si crea tra l'animale e il soggetto interessato e che consiste nel costruire una relazione uomo-animale, volta non solo al miglioramento dello stato di salute, ma anche all'agevolazione dei rapporti sociali con altre persone.
I cani, dunque, che vengono impegnati in quest'attività, devono avere delle caratteristiche ben definite e vengono selezionati secondo dei criteri.
Una razza adatta, grazie al suo carattere gioviale e cortese, nelle varie applicazioni di questa nuova disciplina è sicuramente il Bolognese.
Questo piccolo cane oltre ad essere docile, affettuoso e ubbidiente, ha una spiccata dote di apprendimento, che lo rende adattabile e addestrabile alle diverse esigenze.
Parlando del Bolognese, si può affermare che è uno dei cani da compagnia per eccellenza, grazie ai suoi atteggiamenti e modi espressivi.
Il suo carattere calmo ma vivace allo stesso tempo e sensibile lo portano ad essere un animale estremamente adeguato per questo tipo di terapia, dove la relazione affettiva ed empatica gioca un ruolo di fondamentale importanza.
Inoltre, essendo di piccola taglia e grazie alla sua qualità di non perdere molto pelo, è idoneo a stare in luoghi piccoli e poco spaziosi e in ambienti come le corsie degli ospedali, le camere di case di riposo, ecc...
Il Bolognese, nonostante la sua gracile struttura fisica, non è un animale pigro e passivo, ma al contrario necessità di un po' di movimento ogni giorno: tenerlo impegnato con la Pet-Therapy potrebbe dimostrarsi un'ottima occasione.
A questo proposito, si potrebbe pensare di introdurre questo animale nel nuovo e unico progetto di Psicomotricità con i bambini ideato da Marco Fontanone: grazie alla sua agilità, il Bolognese potrebbe dimostrarsi appropriato per eseguire dei veri e propri percorsi ad ostacoli, mantenendo il passo e l'andatura dei suoi piccoli conduttori.
Concludo, spiegando, che oltre al carattere e la tempra, il cane da Pet-Therapy deve portare a termine un corso intenso di addestramento della durata di due anni circa.
Proprio per questo “Il Cane come Terapia” collabora con l'associazione “Argos, Associazione cinofila”, che si occupa attivamente dell'educazione di cani di qualsiasi razza.

Fontanone Marco e Valentina
Per Info: 339 37 95 895
valentina_fontanone@libero.it

La Pet-Therapy: che cosa è...

La Pet-Therapy: che cosa è...

L'intuizione del valore terapeutico degli animali, che risale all'antichità e nel corso dei secoli ha assunto sempre più importanza, trova oggi una strutturazione metodologica e impieghi mirati a specifiche patologie.

Per indicare questo tipo di approccio da parte della medicina e della ricerca di base si parla in modo diffuso di pet-therapy, un neologismo di origine anglosassone coniato dallo psichiatra infantile Boris Levinson negli anni '50-'60.
Il termine pet-therapy indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale in campo medico e psicologico. Occorre distinguere tra:

•Animal-Assisted Activities (AAA)
•Animal-Assisted Therapy (AAT)
1. Animal-Assisted Activities (AAA)

viene tradotta in "attività svolte con l'ausilio di animali" secondo il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l'Istituto Superiore di Sanità, oppure in "attività assistite dagli animali" dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise.
Le attività hanno l'obiettivo primario di migliorare la qualità della vita di alcune categorie di persone (anziani, ciechi, malati terminali,ecc.).
Sono interventi di tipo educativo e/o ricreativo che, finalizzati al miglioramento della qualità della vita, possono essere erogati in vari ambienti da professionisti opportunamente formati, para-professionisti e/o volontari, insieme con animali che rispondono a precisi requisiti. Le AAA sono costituite da incontri e visite di animali da compagnia e a persone in strutture di vario genere.

Caratteristiche
•Non sono necessari obiettivi specifici programmati per ciascuna visita, anche se è opportuno prevedere sempre obiettivi di miglioramento.
•É opportuno raccogliere e conservare dati sulle visite effettuate.
•Le visite sono gestite con spontaneità e la loro durata non è prestabilita
2. Animal-Assisted Therapy (AAT)

viene tradotta in "Terapie effettuate con l'ausilio di animali" o Uso Terapeutico degli animali da compagnia (UTAC) secondo il Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità pubblica veterinaria e l'Istituto Superore di Sanità, oppure in "terapie assistite dagli animali" dall'Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e del Molise.
Si tratta di una attività terapeutica vera e propria (cioè con precise caratteristiche) finalizzata a migliorare le condizioni di salute di un paziente mediante specifici obiettivi.
È una terapia di supporto che integra, rafforza e coadiuva le terapie normalmente effettuate per il tipo di patologia considerato.
Può essere impiegata, con pazienti affetti da varie patologie, con questi obiettivi:

a.cognitivi ( miglioramento di alcune capacità mentali, memoria, pensiero induttivo)
b.comportamentali (controllo dell'iperattività, rilassamento corporeo, acquisizioni di regole)
c.psicosociali (miglioramento delle capacità relazionali, di interazione)
d.psicologici in tempo stretto (trattamento della fobia animale, miglioramento dell'autostima)
Sono interventi con obiettivi specifici predefiniti, in cui gli animali rispondenti a determinati requisiti sono parte integrante dei trattamenti volti a favorire il miglioramento delle funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive nonché della salute del paziente. Si tratta di co-terapie dolci, che affiancando i consueti trattamenti, si rivelano efficaci, anche laddove questi non riescono, grazie soprattutto alla presenza dell'animale.

Caratteristiche
•Individuazione di obiettivi specifici per ciascun destinatario dell'intervento.
•Valutazione dei progressi.
•La AAT è gestita da professionisti di sanità umana ed è parte integrante della loro attività.
•La AAT è finalizzata al raggiungimento di obiettivi di salute.
•La AAT deve essere necessariamente documentata e valutata
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X)
(f.f. Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003)

Le figure professionali coinvolte nella pet-therapy: il gruppo di lavoro

Nella pet-therapy, l'attività svolta dal "terapeuta animale" nei confronti del "paziente uomo" è molto complessa e, soprattutto, per il suo funzionamento richiede contributi provenienti da diverse discipline.
Per questo motivo, ogni esperienza di pet-therapy è il risultato di un lavoro sviluppato da un team interdisciplinare composto da numerose figure professionali che interagiscono sul campo ciascuna con il proprio specifico ruolo ma in modo complementare. I membri del gruppo di lavoro partecipano direttamente sia alla progettazione e alla valutazione dei programmi sia allo svolgimento della attività e delle terapie in qualità di operatori.

•Medico
•psicologo
•Terapista della riabilitazione
•Assistente sociale
•Infermiere
•Insegnante
•Pedagogista
•Veterinario
•Etologo
•Addestratore
•Conduttore pet partners
•….
Poiché la terapia si effettua su persone affette da varie patologie relative a aspetti fisici e/o mentali, è fondamentale innanzitutto la presenza del medico e/o dello psicologo.
È loro compito, avvalendosi naturalmente della consulenza degli altri professionisti, valutare e indicare le modalità secondo cui impiegare gli animali. Qualora i pazienti presentino handicap fisici, è necessario anche il supporto del terapista della riabilitazione.
Fondamentale è il ruolo del veterinario.
Nel caso della pet therapy, al veterinario che collabora con il gruppo di lavoro, è richiesta una specifica formazione nel settore. Deve, innanzitutto, selezionare l'animale più adatto al tipo di terapia da attuare, poi sorvegliarne in modo costante ed accurato lo stato di salute non solo fisico ma anche psicologico.
Gli animali sono sottoposti a controlli periodici ponendo particolare attenzione a segni clinici relativi a zoonosi (specie parassitosi e micosi) che, essendo trasmissibili all'uomo, potrebbero compromettere la pet therapy. Infine, il veterinario deve verificare nel corso del tempo come il co-terapeuta sopporti il lavoro intrapreso.
In ogni caso, gli animali che manifestino sintomi di malattia o segni di malessere vengono esclusi dal programma di pet therapy avviato.

Il veterinario è affiancato da un etologo ( o biologo o comunque un professionista con adeguate conoscenze in materia di comportamento animale).
In primo luogo, contribuisce alla scelta dell'animale in base ad una analisi accurata delle caratteristiche attitudinali e comportamentali. Successivamente, si occupa di istruire i pazienti (laddove sia possibile), i loro familiari e gli altri operatori, in merito al comportamento degli animali utilizzati, al tipo di intervento che sono in grado di effettuare e, soprattutto, a quale mole di lavoro possono sostenere. L'etologo, inoltre, fornisce criteri per valutare e salvaguardare il benessere dell'animale "lavoratore".

Nella pet-therapy, è cruciale il peso dell'addestramento del co-terapeuta affidato ad addestratori ed istruttori con specifica preparazione .
Infatti, poiché la pet-therapy è finalizzato alla cura e al raggiungimento di risultati precisi, è importante in via preliminare addestrare adeguatamente l'animale ad interagire con il paziente e poi curare il rapporto che si viene a creare nella coppia co-terapeuta e paziente.
In particolare la fase dell'addestramento è importante qualora l'animale assista pazienti con particolari handicap fisici.

(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinari; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanit; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute- Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X)

(francesca furiozzi Redazione Ministerosalute.it gennaio/2003)

PER SAPERNE DI PIÙ

Per chi desidera avere maggiori informazioni sulla pet-therapy, si fornisce l’elenco di alcuni centri di riferimento operativi in Italia.

Torino

Dipartimento di Patologia Animale, Università di Torino - Comune di Torino e Arcadia di Fiano per Pet-Therapy
Prof. Marzio Panichi e Dr.ssa Osella

Milano

Istituto di Zootecnia - Facoltà di Medicina Veterinaria, Università degli Studi di Milano
Prof. C. Carenzi, Prof.ssa M. Verga e Prof.ssa E. Canali
Tel. 02-50318039 - 37 - 27 Fax 02-50318030 e-mail marina.verga@unimi.it

Padova

Dipartimento di Scienze Cliniche Veterinarie, Università di Padova
Prof. Stefano Romagnoli

Parma

Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Parma
Prof. Giovanni Ballarini

Bologna

Facoltà di Medicina Veterinaria, Università di Bologna
Prof. Stefano Cinotti

Messina

Dipartimento di Scienze Mediche Veterinarie, Università di Messina
Prof. Antonio Pugliese ( istituzione del primo centro di pet-therapy sul territorio nazionale)
Tel. 090-355650/356675 cell.328-9169536 e-mail AntonioPugliese@unime.it

Teramo

Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e del Molise “G.Caporale”
Dr.ssa Stefania Del Papa e Dr.ssa Lejla Valerii
tel. 0861-332305 e-mail l.valerii@izs.it

Roma

Canile Sanitario, Servizio Veterinario ASL Roma D
Dr. Claudio Fantini e Dr.ssa Eugenia Natoli
tel.0665004888 fax 0665001100 e-mail veterinaria@aslromad.it

Pet-therapy: a chi giova...

Nei bambini con particolari problemi, negli anziani, in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare certi bisogni (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali) e recuperare alcune abilità che queste persone possono avere perduto.
La soddisfazione di tali bisogni, necessaria per il mantenimento di un buon equilibrio psico-fisico è uno degli scopi della pet-therapy che offre, attraverso alcune Attività Assistite dagli Animali (AAA) , soprattutto quelli detti d'affezione o di compagnia, cui si riferisce il termine pet nella lingua inglese, una possibilità in più per migliorare la qualità della vita e dei rapporti umani.
La pet-therapy può anche contribuire, affiancando ed integrando le terapie mediche tradizionali, al miglioramento dello stato di salute di chi si trova in particolari condizioni di disagio, attraverso Terapie Assistite dagli Animali (TAA) , interventi mirati a favorire il raggiungimento di funzioni fisiche, sociali, emotive e/o cognitive.

È stato infatti rilevato da studi condotti già negli scorsi decenni e oggi comprovati da sempre più numerose esperienze, che il contatto con un animale, oltre a garantire la sostituzione di affetti mancanti o carenti, è particolarmente adatto a favorire i contatti inter-personali offrendo spunti di conversazione, di ilarità e di gioco, l'occasione,cioè, di interagire con gli altri per mezzo suo.
Può svolgere la funzione di ammortizzatore in particolari condizioni di stress e di conflittualità e può rappresentare un valido aiuto per pazienti con problemi di comportamento sociale e di comunicazione, specie se bambini o anziani, ma anche per chi soffre di alcune forme di disabilità e di ritardo mentale e per pazienti psichiatrici.
Ipertesi e cardiopatici possono trarre vantaggio dalla vicinanza di un animale: è stato, infatti,dimostrato che accarezzare un animale, oltre ad aumentare la coscienza della propria corporalità, essenziale nello sviluppo della personalità, interviene anche nella riduzione della pressione arteriosa e contribuisce a regolare la frequenza cardiaca.

Che si tratti di un coniglio, di un cane, di un gatto o di altro animale scelto dai responsabili di programmi di pet thrapy, la sua presenza solitamente risveglia l'interesse di chi ne viene a contatto, catalizza la sua attenzione, grazie all'instaurazione di relazioni affettive e canali di comunicazione privilegiati con il paziente, stimola energie positive distogliendolo o rendendogli più accettabile il disagio di cui è portatore.

I bambini ricoverati in ospedale, ad esempio, soffrono spesso di depressione, con disturbi del comportamento, del sonno, dell'appetito e dell'enuresi dovuti ai sentimenti di ansia, paura, noia e dolore determinati dalle loro condizioni di salute, dal fatto di essere costretti al ricovero, lontani dai loro familiari,dalla loro casa, dalle loro abitudini.
Alcune recenti esperienze condotte in Italia su bambini ricoverati in reparti pediatrici nei quali si è svolto un programma di Attività Assistite dagli Animali, dimostrano che la gioia e la curiosità manifestate dai piccoli pazienti durante gli incontri con l'animale consentono di alleviare i sentimenti di disagio dovuti alla degenza, tanto da rendere più sereno il loro approccio con le terapie e con il personale sanitario. Le attività ludiche e ricreative organizzate in compagnia e con lo stimolo degli animali, il dare loro da mangiare, il prenderli in braccio per accarezzarli e coccolarli hanno lo scopo di riunire i bambini, farli rilassare e socializzare tra loro in modo da sollecitare contatti da mantenere durante il periodo più o meno lungo di degenza, migliorare, cioè la qualità della loro vita in quella particolare contingenza.
Altre esperienze di Attività Assistite dagli Animali riguardano anziani ospiti di case di riposo. Si è osservato che a periodi di convivenza con animali è corrisposto un generale aumento del buon umore, una maggiore reattività e socievolezza, contatti più facili con i terapisti. Un miglioramento nello stato generale di benessere per chi spesso, a causa della solitudine e della mancanza di affetti, si chiude in se stesso e rifiuta rapporti interpersonali.

Nel campo delle Terapie Assistite dagli Animali, dove le prove di un effettivo miglioramento dello stato di salute di alcuni pazienti si stanno accumulando nella letteratura scientifica, la pet- therapy propone co-terapie dolci da affiancare alle terapie mediche tradizionali e, attraverso un preciso protocollo terapeutico, è diretta a pazienti colpiti da disturbi dell’apprendimento, dell’attenzione, disturbi psicomotori, nevrosi ansiose e depressive, sindrome di Down, sindrome di West, autismo, demenze senili di vario genere e grado, patologie psicotiche, ma anche a quanti necessitano di riabilitazione motoria come chi è affetto da sclerosi multipla o reduce da lunghi periodi di coma.
L’intervento degli animali, scelti tra quelli con requisiti adatti a sostenere un compito così importante, è mirato a stimolare l’attenzione, a stabilire un contatto visivo e tattile, un’interazione sia dal punto di vista comunicativo che emozionale, a favorire il rilassamento e a controllare ansia ed eccitazione, ad esercitare la manualità anche per chi ha limitate capacità di movimento, a favorire la mobilitazione degli arti superiori, ad esempio accarezzando l’animale, o di quelli inferiori attraverso la deambulazione con conduzione dell’animale la cui presenza rende gli esercizi riabilitativi meno noiosi e più stimolanti.

I gruppi di lavoro che operano in questo settore della pet-therapy finalizzato al raggiungimento di obiettivi di salute per l’uomo, sono composti, oltre che dall’animale co-terapeuta alla cui sensibilità è affidato il compito principale, da diverse figure professionali: medici, psicologi, fisioterapisti ecc.., cui spetta di valutare e determinare come l’animale debba essere impiegato.
A veterinari, etologi, addestratori e conduttori professionisti spetta, invece, occuparsi del controllo della salute e della salvaguardia del benessere dell’animale che con tanta generosità e amore lavora per aiutare il suo amico uomo, di cui sa riconoscere le difficoltà.
(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria, Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell’Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell’Abruzzo e Molise; Ministero della Salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - ufficio X)

(elisabetta ragnetti - redazione Ministerosalute.it - gennaio/2003)

Quando l'animale diventa terapeuta…

Cenni storici

L'intuizione che gli animali da compagnia potevano costituire un valido supporto terapeutico risale a tempi molto lontani. Infatti, durante il processo di addomesticamento iniziato 12000 anni fa, si è instaurata, tra l'uomo e l'animale, una forte intesa affettiva ed emotiva. Già Ippocrate 2400 anni or sono valutava gli effetti benefici che si traevano da una lunga cavalcata e la consigliava agli amici per combattere insonnia e ritemprare il fisico e lo spirito in situazioni che oggi definiremmo di "stress".
Agli animali, nelle antiche culture, venivano attribuiti poteri soprannaturali e taumaturgici e li troviamo sovente rappresentati.

Bisogna giungere al XVIII° secolo per osservare, presso scuole anglosassoni, l'effetto benefico esercitato dalla presenza di cani e gatti sull'umore e sulle condizioni di salute dei pazienti; in particolare, occuparsi di questi animali consentiva a malati di mente di acquistare un certo equilibrio ed interesse per il mondo esterno.
Nella seconda metà del XIX° secolo un medico francese sperimentò l'ippoterapia in pazienti portatori di handicap neurologici e ne riportò dei risultati soddisfacenti.
Durante l'ultima guerra mondiale, animali da compagnia vennero utilizzati come supporto per ridurre i danni psicologici causati a molte persone dagli eventi bellici.
Agli inizi degli anni '60 Levinson verificò scientificamente l'efficacia terapeutica degli animali d'affezione impiegati per il recupero di persone con gravi turbe psichiche e coniò il termine "Pet Therapy", termine che utilizzò nel suo libro "Dog as Co-Therapist" (Il cane come terapeuta).

Animali utilizzati

Secondo la Delta Society (organizzazione internazionale che favorisce l'impiego degli animali per il miglioramento dello stato di salute, l'indipendenza e la qualità della vita dell'uomo), solo gli animali domestici possono essere inseriti in programmi di attività e terapie assistite dagli animali, escludendo quindi tutti gli animali selvatici o inselvatichiti, gli animali esotici ed i cuccioli.
Tutti gli animali impiegati come Pet partners devono superare una valutazione che ne attesti lo stato sanitario, le capacità e l'attitudine. Il Pet Partner Aptitude test (PPAT) della Delta Society valuta se la coppia conduttore/animale ha l'abilità, le capacità, la disposizione ed il potenziale per partecipare a programmi di questo tipo di terapia. Bisogna tenere presente che l'animale, messo a contatto con persone che possono manifestare comportamenti iperattivi o stereotipie, può vivere situazioni che gli creano molto stress e deve essere quindi particolarmente equilibrato per evitare reazioni indesiderate a stimoli eccessivi, manipolazioni maldestre, ecc.

Gli animali che vengono abitualmente coinvolti nella pet-therapy sono cani, gatti, criceti, conigli, asini, capre, mucche, cavalli, uccelli, pesci, delfini.

1.Il cane ha un rapporto privilegiato con l'uomo sin dalla preistoria e sono frequenti le occasioni in cui possiamo apprezzarne la collaborazione e, talvolta, l'abnegazione. Per questo viene impiegato di frequente quale co-terapeuta, sia nella cura di bambini che di adulti ed anziani attraverso l'invito al gioco, l'offerta di compagnia e la richiesta di interazione.

2.Anche il gatto è utilizzato nella pet-therapy: per la sua indipendenza e facilità di accudimento, lo si preferisce per persone che vivono sole e che, a causa della patologia o dell'età, non sono agevolate negli spostamenti.

3.Criceti e conigli sono diffusi nelle nostre abitazioni: osservare, accarezzare e prendersi cura di questi animaletti può arrecare grande beneficio soprattutto a quei bambini che stanno attraversando una fase difficile nella loro crescita.

4.Il cavallo, attualmente, oltre ad attività sportive o ricreative, viene utilizzato per l'ippoterapia, medica, psicologico-educativa, riabilitativa, che viene praticata generalmente in strutture attrezzate, con il supporto di personale specificatamente preparato ed addestrato. A beneficiare dell'ippoterapia sono soprattutto i bambini autistici, i bambini Down, disabili, persone con problemi motori e comportamentali.

5.Da alcuni esperimenti effettuati su gruppi di anziani, è stato rilevato l'effetto benefico derivante dal prendersi cura abitualmente di uccelli, in particolare pappagalli.

6.E' stato constatato che l'osservazione dei pesci di un acquario può contribuire a ridurre la tachicardia e la tensione muscolare, agendo così da antistress.

7.I delfini occupano un posto privilegiato nelle attività che prevedono terapie con gli animali. L'amicizia tra uomini e delfini è di vecchia data ed il loro utilizzo quali co-terapeuti si è rivelato particolarmente efficace per la depressione ed i disturbi della comunicazione. La delfino-terapia è utile anche per i pazienti autistici che li aiuta, in molti casi, ad uscire, almeno parzialmente dal proprio isolamento.

8.Asini, capre e mucche, animali con i quali esisteva una grande familiarità sino a pochi decenni or sono, ultimamente vengono anche loro utilizzati per la pet-therapy .
Animali co-terapeuti
L'animale co-terapeuta agisce come soggetto attivo e tra lui e la persona trattata avviene uno scambio reciproco fatto di emozioni e di stimoli che provocano cambiamenti ed effetti positivi in entrambi.
Con persone disturbate gli animali trovano un canale preferenziale, una sorta di accesso più facile per entrare in contatto riuscendo a volte a sbloccare condizioni patologiche cronicizzate negli anni.
L'animale costituisce uno stimolo nuovo alla curiosità rendendo possibile il contatto e una comunicazione non convenzionale.
La comunicazione con l'animale, preferibilmente con il proprio, che avviene nelle forme più svariate, non potendo ovviamente far ricorso al linguaggio, garantisce un effetto calmante con conseguente diminuzione della pressione del sangue. Tale dialogo non conosce, infatti, rigide regole sociali e, soprattutto sentimenti competitivi distruttori. Inoltre, la soddisfazione del bisogno di affetto e di relazione "interpersonale" crea le condizioni di un buon equilibrio psico-fisico, specialmente nei bambini, negli anziani, nei malati.
Il prendersi cura dell'animale, favorisce il senso di responsabilità, quanto mai auspicabili nel caso di bambini e di adulti che hanno perso la fiducia in se stessi, garantendo un'immagine valida e positiva della propria persona e del proprio valore individuale. Infatti, dare da mangiare all'animale rappresenta il primo passo per stabilire un rapporto di fiducia poichè grazie al cibo si creano tutta una serie di informazioni ed emozioni che legano vicendevolmente uomini ed animali.

Negli anni il valore dell'animale come co-terapeuta è stato riconosciuto e sono state condotte diverse esperienze, da parte di gruppi di professionisti quali etologi, medici, veterinari, psicologi e pedagogisti che hanno utilizzato il "Pet", nella terapia, sia in ambito sociale (ospedali, carceri, istituti), sia come supporto psicologico individuale.

(fonti: Centro di collaborazione OMS/FAO per la sanità Pubblica Veterinaria; Laboratorio di fisiopatologia di organo e di sistema dell'Istituto Superiore di Sanità; Istituto Zooprofilattico sperimentale dell'Abruzzo e Molise; Ministero della salute - Direzione generale della sanità pubblica veterinaria , degli alimenti e della nutrizione - Ufficio X)

(grazia sadun/ piera volpati - Redazione Ministerosalute.it - gennaio/2003)