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Storia

Appartiene al gruppo del Bichon, originato quindi da quei piccoli cani bianchi chiamati "Melitensi" da Aristotele che si diffusero nel Mediterraneo imbarcati sulle navi come cacciatori di topi e che diedero i natali al Maltese e agli altri Bichon. In Italia, gi? in epoca romana erano considerati preziosi; dal Rinascimento i nobili presero l'abitudine di scambiarseli come regali ed in questo modo hanno raggiunto anche la corte di Caterina II di Russia. La diffusione di questo piccolo "cane delle dame" non ? mai stata numericamente importante, e anche oggi la popolazione si mantiene molto contenuta, non potendo tra l'altro contare su apporto estraneo di sangue, in quanto il Bolognese non ? allevato all'estero, resta quindi un cane raro. Ha il tipico carattere del cane da compagnia, ha bisogno dello stretto contatto con la famiglia umana nella quale si integra completamente. Vivace, intelligentissimo, addestrabile, giocoso ma, al tempo stesso, discreto e non invadente. Piccolo mesomorfo ricoperto di peli lunghi, a bioccoli, che si presentano sollevati e ricoprono tutto l'animale.
fonte www.enci.it
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Nato e diffusosi nella città di Bologna, da cui prende il nome, intorno al 1200, il Bolognese fu praticamente “adottato” nelle corti italiane ed europee, che ne decretarono successo e… aristocrazia. Il bolognese è un cane italiano e antichissimo. Fu molto diffuso tra gli aristocratici dei secoli scorsi, come la Marchesa di Pompadour (la Favorita di re Luigi XV) e Caterina II di Russia nel 700. Anche il Duca d’Este ne regalò due al Re Filippo II e Umberto II di Savoia ne fece dono all’allora fidanzata e futura Regina Maria Josè. Il bolognese era una volta toelettato alla leoncina e se ne vedono varie rappresentazioni pittoriche tra cui il bellissimo quadro esposto, al Museo Nazionale di Napoli, dipinto dal pittore fiammingo Pietro Brueghel (’500). Dopo un periodo di così tanta gloria, la razza è andata, fino agli ultimi anni, quasi estinta. Solo attualmente sembra in leggera ripresa, anche se gli esemplari nati nell’anno sono in numero esiguo (circa 200). Viene considerato da molti uno stretto parente del maltese. Il nostro cagnolino, che misura meno di 30 cm. di altezza, deve infatti avere un pelo abbastanza lungo, molto fitto, increspato, lanoso, morbido e sollevato. Naturalmente bianco puro. Il nostro bolognese ha un carattere gentile e affettuoso, molto intelligente, adatto a vivere in appartamento e, soprattutto, non richiede molte attenzioni per il mantello. Non va lavato molto spesso, ma spazzolato e pettinato quotidianamente. Altro non c’è da aggiungere, se non che ci auguriamo che questa bellissima razza, dopo tanta gloria, risorga agli antichi splendori. Per verificare la disponibilitá e chiedere un preventivo, puoi contattarci al numero 0522 649454. fonte: http://www.clinicaveterinariadavolio.com
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" Il Bolognese è quanto di più regale potesse offrirsi ad un Imperatore" Con queste parole Filippo II, re di Spagna dal 1556 al 1598, ringraziò il Duca d'Este che gli aveva fatto dono di due Bolognesi. La storia di questo piccolo e docile cane - è davvero il caso di dire che - si perde nella notte dei tempi. Appartenente al gruppo dei Bichon, come il Maltese e il Bichon à poil frisé, le origini del Bolognese non sono da ricercare nella città italiana che presta il nome alla razza, ma ad una più ampia regione mediterranea: fa parte dei cani Malitensi che da Aristotele si diffusero nel Mediterraneo imbarcati sulle navi con il ruolo di ... cacciatori di topi. La loro dignità doveva però elevarsi al punto che già nell'Impero Romano e poi in modo definitivo nel Rinascimento, venissero scambiati in dono tra i nobili. Il "cane delle dame", come sono stati battezzati gli esemplari delle tre razze Bichon, ha girato le corti d'Europa tra le braccia dei potenti. Nel suo intento di scaldare e deliziare dame e cavalieri il nostro cane, con quel suo sguardo nobile e disinteressato, si è lasciato ritrarre da pittori come Tiziano e Goya. In questo modo il Bolognese ha raggiunto la lontana Russia dove, sul finire del '700, ha trovato l'affetto di Caterina II la Grande. Con il declino dell'Aristocrazia, questo suo stretto legame con essa ha rischiato però di segnarne l'estinzione. Nel '900 alcuni allevatori in terra d'Italia hanno intuito il pericolo e hanno fatto della loro passione una missione: salvare il Bolognese e stabilizzarne la razza. Ad oggi l'ENCI (Ente Nazionale della Cinofilia Italiana) dichiara: "la popolazione si mantiene ancora molto contenuta e, non potendo tra l'altro contare su un apporto estraneo di sangue in quanto il Bolognese non è allevato all'estero, resta un cane raro".
fonte: http://www.violadellelame.it